Attività per il 2015-16

PROGRAMMAZIONE ATTIVITA’ 2015_2016

“FUGGIRE INVADERE OSPITARE. Incontri e dibattiti sul tema dell’immigrazione”.

1-”RICOSTRUIAMO IL QUADRO DELLA SITUAZIONE”

2-”CHIAVI DI LETTURA “
: Migrazioni una normalità da ripensare.

3-”FUTURI POSSIBILI”: Cristiani in una società plurale – Orientamenti per il presente e il futuro

volantino ieicp 2015 2016

 

 

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PROGRAMMAZIONE ATTIVITA’ 2014_2015

FALLIMENTI E RIFORME
I termini fallimento, ripresa e riforme ricorrono ormai quotidianamente nello
sviluppo della vita quotidiana di singoli e comunità, che peraltro continua ad
essere attraversata da una lunga e penetrante crisi, prima finanziaria, poi
diventata economica. Una crisi lunga e penetrante, dicevamo, che ci sembra
vada oltre la mera dimensione economica e finanziaria; una crisi sistemica che
coinvolge diverse dimensioni e prospettive della vita.

Il FALLIMENTO in sé fa paura, disorienta; rimanda ad una situazione
insanabile, definitiva e senza sbocco. Eppure anche la condizione del fallimento
ha in sé un potenziale di futuro sostenuto dalla speranza e che evolve
attraverso i punti di svolta, i punti di ripartenza, le RIFORME.  “In   ogni
condizione c’è una riforma possibile” (Hirshmann) . Una frase semplice, che
può anche sembrare scontata ma che indica una scelta precisa sia “contro la
retorica reazionaria che nega la ragionevolezza di ogni vocazione riformatrice,
sia contro le ambizioni e le illusioni pianificatorie, generatrici di catene di effetti
perversi” (Edmondo Berselli – Economia Giusta).
E’ il momento di mettere in discussione tutto quello che siamo stati abituati a pensare o a credere, rinunciando a condizioni e a beni che ad oggi consideriamo scontati.
Direbbe il sociologo Zygmunt Bauman che non si tratta solo di eliminare i surplus
consumistici. Ma di “reimparare – o  imparare da zero – a essere felici  stando
nella comunità, coltivare relazioni di vicinato, cooperare”.  In una recente
intervista il poeta Pierluigi Cappello (La Lettura, inserto del Corriere della Sera
di domenica 14 settembre) alla richiesta dell’intervistatore su che cosa gli
facesse maggiormente paura, rispondeva: “La  violenza di  questa  società,   i
drammi famigliari che avvengono in continuazione, la maleducazione diffusa,
l’ignoranza, l’essere ciechi davanti agli altri, la declinazione impropria di una
parola nobile come libertà con ‘faccio quel cazzo che mi pare’ (testuale)”.

Anche la POLITICA e le ISTITUZIONI continuano a soffrire  di una crisi
sistemica. La politica e le istituzioni hanno difficolta a leggere ed a governare i
processi evoluitivi che caratterizzano il nostro vivere quotidiano organizzato,
che si articola fra la dimensione locale e quella globale Si sta peraltro
consolidando una frattura fra il potere (di fare le cose) e la politica (la capacità
di decidere quali cose fare). Oggi il potere ha scale via via crescenti (globali); la
politica e le istituzioni no; basti pensare alla incompiuta europea. Del resto i
cittadini hanno perso fiducia nelle elites al comando, fatto salvo per la
dimensione locale, dove il rapporto fra eletti ed elettori è più diretto e
trasparente.
Per uscirne dalla crisi, che provoca la messa in discussione o il  fallimento di
modelli, di paradigmi, di imprese, dovremmo ridefinire un orizzonte di senso,
riformare comportamenti, modelli ed istituzioni, rivedere  gli  stili di vita.
Abbiamo dimenticato le qualità necessarie per impostare un’alternativa e
abbiamo bisogno urgentemente di riappropriarcene, per quanto grande sia lo
sforzo necessario”.
Questo lo sfondo entro cui vorremmo percorrere l’itinerario IEICP per
l’anno 2014_2015.
Nel primo incontro vorremmo riflettere sui processi di riforma istituzionale,
caratterizzati dalla sussidiarietà, con particolare riguardo all’istituzione della
Città metropolitana, che coinvolgerà presto anche la nostra comunità, in una
dimensione completamente nuova che vede l’abolizione delle Province e la
riforma radicale del Senato della Repubblica.
Nel secondo incontro, a partire dalla crisi economica e finanziaria, ci
interessa riflettere sul ruolo dell’economia a servizio dell’essere umano e quindi
al suo ruolo funzionale rispetto a finalità che riguardano, come direbbe
Aristotele, il “vivere bene” e non il mero vivere. Ed in questo quali risposte
possono essere generate in ragione della responsabilità sociale d’impresa ed in
un contesto  di crisi.  Vogliamo coinvolgere nel dibattito ed ascoltare imprenditori e categorie economiche del nostro territorio, di imprese che sopravvivono nel cuore della recessione.

Ed infine nel terzo incontro vorremmo, se possibile, decodificare alcuni
aspetti del mondo in cui viviamo, offrendo un contributo di lettura e di
prospettiva  in questa fase critica per la cultura ed il mondo occidentale ed in
particolare per il processo di costruzione e di integrazione dell’edificio europeo.
Il quarto incontro incrocia con l’appuntamento elettorale di marzo 2015
(Regionali ed Amministrative). Pensiamo doveroso e necessario per un gruppo
come il nostro – esperienza di incontro, ricerca e formazione – confrontarsi  con
l’importante e delicato passaggio elettorale che  attende e  coinvolge la
comunità portogruarese.
Il quinto incontro si incardina all’interno del MESE DELL’EDUCAZIONE 2015
e ripropone in modo autorevole ed interessante, attraverso l’intervento del Prof.
Luigino Bruni,  la necessità ed ineludibilità del mutamento di  fini e di
paradigma che dovrà verifcarsi  a livello economico e fnanziario.